Riforma del Codice appalti: le proposte di Unionsoa e USI

Oramai da troppo tempo si parla di riformare complessivamente il Codice degli appalti, con conseguente revisione del sistema di qualificazione. Una riforma che, alla luce del recepimento delle nuove direttive europee in materia si fa sempre più vicina e necessaria.
 
Una riforma migliorativa, dunque, che Unionsoa e U.S.I. aspettano da anni e alla quale intendono dare il proprio contributo, mettendo a disposizione del legislatore non solo l’esperienza maturata in 14 anni di attività ma anche le informazioni e i dati finora raccolti e archiviati. Una riforma che tenda a valorizzare il ruolo delle SOA, perché il vero problema del mercato è il sistema di aggiudicazione degli appalti (ancora oggi vulnerabile), e non certo il sistema di qualificazione.
 
È con questi presupposti che è stato presentato il 13 Maggio 2014 a Roma, presso l’Hotel De Russie, il “Progetto di sviluppo del sistema di qualificazione degli esecutori di opere pubbliche”, redatto proprio dall’Associazione Nazionale Società Organismi di Attestazione (Unionsoa) e dall’Unione Soa Italiane (U.S.I.).
 
Le proposte - pensate per migliorare l’attuale quadro normativo e già sottoposte all’attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi - puntano al raggiungimento di tre obiettivi: aumentare l’efficienza nella selezione delle imprese, snellire e semplificare le procedure di qualificazione e generare un forte  risparmio sia per la PA sia per le imprese.
 
Venti pagine e più punti allo scopo di semplificare e rendere trasparente il sistema di qualificazione degli appalti, anche attraverso una migliore e corretta allocazione delle risorse umane e finanziarie, per tutelare così stazioni appaltanti, società edili, cittadini e pubblica amministrazione.
 
Due le tipologie di proposte: la prima parte attivabile attraverso piccoli interventi normativi o tramite semplici chiarimenti informativi che perseguano gli obiettivi di semplificazione, riduzione della spesa corrente nonché dell’aumento dell'efficacia e dell'efficienza della PA; la seconda parte, invece, dedicata a una serie di correttivi sostanziali alla riforma complessiva della normativa di riferimento. 
 
Se i primi interventi potranno già essere inseriti con le misure attuative del decreto sulla spending review (pubblicata in GU lo scorso giovedì 24), i secondi interventi potranno, invece, essere adottati dal Governo nel processo di recepimento delle nuove Direttive Europee;  e dunque nei prossimi due anni, termine entro il quale queste ultime devono essere incluse nel nostro ordinamento.
 
In particolare, tra le proposte enucleate, troviamo:

  • l’accesso per le SOA alle banche dati della PA (prefettura, tribunali, agenzia delle entrate), con conseguente alleggerimento delle richieste inoltrate oggi a questi  Enti;
  • l’eliminazione per le imprese dell’obbligo di perizia nei casi di cessione di ramo d’azienda, con contestuale assunzione di responsabilità da parte delle SOA senza costi aggiuntivi per le imprese;
  • l’estensione - su base volontaria - della qualificazione anche a servizi e forniture per prevenire fenomeni di corruzione; l’innalzamento dei requisiti minimi per le Soa;
  • l’istituzione del casellario informatico dei lavori privati;
  • la revisione dei sistemi di pagamento delle attestazioni e la sospensione di esse in caso di morosità;
  • il monitoraggio da parte delle SOA dei requisiti generali per la conferma delle attestazioni su base quadrimestrale, evitando così sia che le Stazioni Appaltanti abbiano l’onere di dover verificare i requisiti sia eliminando la presentazione delle autocertificazioni da parte delle imprese partecipanti, raggiungendo quindi anche l’obiettivo di ridurre i contenziosi, altro importante costo per la PA.